Prima o poi

Certe notti la mente promette parole che poi non mantiene.
Stasera la luci della città e questa luna poco aggraziata si somigliano al punto da sembrare irriconoscibili.

È vero. Io mi nutro di emozioni, poi le racconto al demone sotto il letto. Ma non mi piacciono le situazioni normali, di quelle so che potrei trovarne ovunque.  

Si possono provare sentimenti forti, ma non due uguali contemporaneamente. Si può amare solo volta per volta. Il piacere invece è un ospite passeggero che lascia sempre spazio alle emozioni più piccole senza tradirne nessuna. E la mia mente ha più posti a sedere di un vagone passeggeri.

Un tempo avevo paura di sbagliare. Oggi invece anche cadere è diventata un’esperienza quasi appagante. E se succede ne approfitto comunque per raccogliere qualcosa.
Una moneta da tirare in aria. Un sasso. Una conchiglia. I frammenti di una storia. La punteggiatura di un discorso.

Le persone sono affezionate agli inestetismi della propria vita.
Tutti si lamentano, ma si guardano bene che poi i problemi vengano davvero risolti.
I dubbi. I drammi. Le insicurezze. Le distrazioni. Le storie.
Perché alla fine non rimarrebbe altro che tempo da riempire. E il tempo per pensare è un peso insostenibile. Un magma spaventoso e inconoscibile nel quale sprofondare.

Stanotte ho paura e non so bene di cosa. Forse proprio del tempo. Ma non di quello che mi viene incontro. No, perché in quello io ci spero. In quello io ho sempre confidato.
Temo il tempo che fugge. Che scivola, che evade, che scompare.

Come la sabbia che filtra tra le dita anche quando ti sforzi di tenere il pugno chiuso.
Qualcosa di molto simile a una spiacevole sensazione di vuoto, quella che mi rimane ogni volta che qualcuno a cui tengo si volta e si allontana.

Temo il tempo che passa. Quello di cui non resta traccia. Per questo in ogni istante soffro e godo di tutto quello che si può soffrire e godere. Per non rimpiangere il passato. Per vivere intensamente il presente e per sperare che ci sia davvero un futuro come quello dei sogni.

Ieri sera ho preso il mio tempo e sono andato via senza pagare. Ma non ricordo via da dove. Via da chi. Via da cosa. Però ho detto alla tizia all’uscita di non preoccuparsi. Prima o poi passa sempre qualcuno a saldare i conti.

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