Quando ti ho chiesto “cosa”

Quel senso di incosciente ineluttabilità. Quel retrogusto di desideri condivisi, di sentimenti contrastanti. La serenità è un continuo consegnarsi alla vita, consapevole e volontario. Senza calcoli.

È tardi. Stanotte i miei errori sono intrisi di caffè e adrenalina. Manca lo zucchero. Per me due cucchiaini di dolcificante e ottimismo possono bastare. Anche se dicono che sia meglio amaro.

Un giorno mi racconterò cosa ci trovo in tutto questo scrivere. La libertà, credo. Ho un altro libro ancora in cottura, a fuoco lento. Ho nostalgie ancora tutte da descrivere. Ho dubbi laceranti e certezze che fanno arrossire. Se proprio dovrò saltare stavolta butto prima il cuore oltre l’ostacolo. Poi tutto il resto.

Ieri ho piantato dei bulbi di tulipano nero. Si lo so. È da donne e poi non è stagione. Ma a volte fa sentire bene fare cose inusuali o senza senso. Niente è più eccitante del perdere e recuperare il controllo.
Peccare poi è straordinariamente consolante. Alcuni sbagli non fanno nemmeno rumore. Si confondono in mezzo alle cose ancora da fare e aspettano il momento giusto per uscire fuori.

Ho scoperto che esiste un ombra di irrinunciabile peccato prima di ogni emozione forte. È come quel silenzio che precede un grido assordante.
Stanotte vestirò le cuffie al cuore e alzerò il volume dei pensieri. Il giovedì può regalare contorni trasgressivi. Istanti che sanno urlare.

Forse chiudere gli occhi è proprio ció di cui ho bisogno. Risalire dalla caviglia le tue gambe scoperte. Esplorare quelle espressioni a cui ti abbandoneresti subito dopo. Mai troppo stanca di aver giocato. Mai provata dal divertimento. Costantemente eccitata dall’entusiasmo.

In verità mi affascina anche quella nuvola scura che ti passa ogni tanto davanti agli occhi. Quello sguardo lasciato vagare nel nulla alla ricerca di un punto imprecisato dell’universo. Una latidudine da cui partono tutte le prospettive possibili e in cui convergono le fughe da ogni contesto morale.

Quando ti ho domandato “cosa”, tu mi hai risposto “niente”. E a me è mancato il respiro.
Ora ho voglia di un divano Chester rosso porpora e del fumo di una sigaretta. Di quella musica che riassume i momenti migliori di tutta una vita e non lo sa.

Sei eccitante e bellissima. E quando sarà finita, il mio sorriso riflesso nei tuoi occhi sarà tutto quello che rimarrà di me.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: