Il cuore batte. La mente riposa.

Ogni giorno nella mia testa va in onda uno scontro violento e non definitivo tra “cuore” e “mente”. Forse sono le continue incertezze sull’esito della sfida che mi rendono al tempo stesso diffidente e sbadatamente miope.
“Cuore” e “mente”.
È questo il conflitto che regola il mio rapporto con l’esistenza. E in fondo la vita stessa somiglia più al cuore che alla mente.
Se il cuore accoglie la vita accoglie. Se il cuore rifiuta, la vita rifiuta. La cosa seria è che queste condizioni non riguardano ciò che uno fa, perché è naturale che la vita necessiti di un certo ordine e di attenzioni per cui non tutte le azioni possono essere consentite. Quindi ogni tanto la mente vince, ma sono vittorie che riguardano ciò che uno è rispetto al contesto in cui è inserito. Il cuore non interagisce con il mondo intorno, ma con l’universo dentro.
La mente poi ha bisogno di tutte le informazioni possibili, il cuore no.
Ecco perché, quando non possiamo vedere oltre la siepe, ricostruiamo. Edifichiamo sovrumane incertezze sulle quali poi ci arrampichiamo per guardare al di là di quel muro. Molti dei nostri conflitti interiori dipendono da come immaginiamo tutto quello che non possiamo conoscere, guardare e di conseguenza spiegare. Perché vengono chiamati in causa i presupposti del nostro sguardo e tutti i limiti del nostro pensare. Non tutti siamo disposti a metterli in gioco tanto facilmente.
È una meraviglia questo muro che fa da schermo protettivo alle evidenze della verità.
Una barriera che ci impedisce di vedere e sulla quale possiamo solo proiettare il nostro film interiore, dove fatti e persone sono solo il frutto dell’immaginazione del regista.
Si apre così una finestra irreale fatta di luce, ma dalla quale non è mai e poi mai possibile affacciarsi.
Le paure quindi bloccano l’intelletto e annientano le capacità di ragionare. Tanto che a volte si può riuscire a mettere in dubbio anche una colossale evidenza. O commettere una epocale cazzata.
Il cuore è il vero nemico da temere. Con la mente lui ha sempre campo libero per agire, perché la mente si stanca e necessita di riposo, il cuore mai. Se si ferma lo fa per sempre.
Il rischio che si corre ogni giorno è demolire la realtà con i nostri sentimenti e ricostruirla a immagine e somiglianza di tutte le nostre più profonde paure.
Quella che abbiamo di perdere le persone care.
Quella che abbiamo di non riuscire a fare le cose che dovremmo.
Quella di essere giudicati per i nostri sbagli.
Quella di non poter tornare più indietro.
Stamattina sembro reduce da una sbornia influenzale. Scrivo disarticolato nel letto, come centrato in pieno da un furgone sulle strisce pedonali.
Il cuore batte.
La mente riposa.

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