Buongiorno briciola

A volte mi smarrisco. Succede quando faccio un sogno o addirittura due. Apro gli occhi. Mi cerco, mi affanno. E mi ritrovo dentro le tasche di una giacca dimenticata nell’armadio. Perso tra gli spicci e i foglietti di carta.
Chissà. Potrebbe non essere poi così male. Essere irraggiungibili, voglio dire. Acquistare distanze, trovare il giusto punto di vista. Mettere tutto a fuoco.
Mi sono alzato alle sei con il pressante desiderio di scriverti qualcosa. E invece sono rimasto ad ascoltare i rumori di fondo della mia camera da letto. I suoni sbiaditi del mattino. Il verso ovattante del condizionatore.
Poi ho lentamente serrato le palpebre.
Ti ho cercato ancora nel mio universo dormiente, ma ho trovato qualcuno con gli occhi del tuo stesso dolore.
Mi è venuta incontro. Mi ha preso la mano. Mi ha portato a prendere una granita al limone. E mi parlava con un filo di voce: “A Palermo però le fanno più buone!”.
Il risveglio è stato simile a un atterraggio lungo, dilatato, morbido.
Ho preso il cellulare confrontandomi con la nebbia negli occhi.
Sai?
Vorrei avere il potere di guardare le cose succedere. Restare fermo nell’occhio dell’uragano mentre i giorni vorticano intorno, sempre uguali, continuamente diversi, invariabilmente mutevoli.
Forse dovrei rivedere le mie strategie di vita. Affrontare i sogni nel loro territorio. Dormire più spesso come piano B e valutare l’opportunità di un piano C.
Dovrei. Poi capita che mi stendo un istante e mi ritrovo sull’erba di un prato qualunque. In un sogno qualunque. In una notte qualunque. Capita che ti vedo passare. Stanotte indossavi il tuo profumo di spezie rubate al deserto e di meridione caldissimo. Non lo so, ma credo sia vita quella che sento battere da qualche parte nel petto.
Così, respirandoti.
Nei miei sogni arrivi costantemente in ritardo, ma sei sempre in tempo per un sorriso.
Così aspetterò il prossimo come si aspetta il sabato. Pazientemente.
So che sarai bellissima, ne sono certo. Come è certa l’illusione di poter fare a meno di te.
Non so cosa me ne farò un giorno di tutte queste parole. Magari un aereo di carta da lanciare per arrivarti dritto nel cuore senza passare dagli occhi.
Però se poi precipito. Tu raccoglimi.
Buongiorno briciola. Non farti portare via.

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