Wendy, amore, sono a casa…


Stamattina non ho tutta questa voglia di scrivere e rischio di riempire il foglio con quattro frasi gettate lì come uno sputo.
Come in una sorta di gocciante eccedenza, mi riempio la bocca di frasi al retrogusto di Acquafresh ed improbabili scomposizioni letterarie.
Prima le spingo con la lingua contro la guancia sinistra, poi contro la destra ed alla fine lascio che un misto di pensieri, saliva e menta finisca nello scarico lavandino.
Questo è cosa ho dentro oggi, deliranti pensieri dall’alito fresco.
Torno ad alzare gli occhi ed a rivolgere al solito specchio uno dei miei sorrisi forzati.
Quelli da maniaco.
Eccomi.
Una sorta di personaggio partorito dal genio di Stanley Kubrick ora si diverte a guardarmi dall’altro lato della realtà riflessa.
Mi sembra di conoscerlo.
E’ lo scrittore Jack Torrance:
“Wendy, tesoro, luce della mia vita! Non ti farò niente. Solo che devi lasciarmi finire la frase. Ho detto che non ti farò niente. Soltanto, quella testa te la spacco in due, quella tua testolina te la faccio a pezzi!”

Che capolavoro Shining…
Ora rido di gusto ed è un sorriso chiazzato di sangue. Darebbe i brividi anche a Jack Nicholson. Mi viene da sorridere ancora di più.

E’ incredibile quanta delirante mercanzia si nasconda nell’anticamera della follia di un uomo normale. La mente umana non è altro un lungo corridoio da percorrere con il triciclo, basta fermarsi ogni tanto e guardare attraverso la serratura di ogni singola porta per scoprire un universo di cose da non dire, di pensieri da non fare, di cose che forse sarebbe opportuno anche evitare di pensare.
Eppure a volte queste porte si spalancano da sole, ti traggono dentro e si chiudono per riaprirsi di nuovo in un altrove oscuro e tu ne esci completamente cambiato.

Il triciclo si trasforma in una bicicletta.
Il corridoio diventa un’autostrada.
Bisogna solo pedalare di più.
Ecco, le mie porte sono sempre aperte, entrare è facile, uscire pure, ma probabilmente si sta meglio fuori.

Oggi scrivo perché scrivendo è più difficile mentire. Non ho mai saputo farlo da ragazzo e col passare degli anni, mi accorgo di non essere né troppo saggio, né opportunamente serio per farlo da adulto.
Sprizzo normalità e imperfezione da tutti i pori.
Stamattina avrei potuto parlare ancora di me, ma ci sono troppi “me” sempre diversi e non è possibile stare qui a narrarveli tutti.

Meglio mettere un bel punto a capo e approfittarne per fare colazione.

Tag: , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: