#tiraci fuori di qui

Certe notti i ricordi si perdono come la Nutella, quando sfugge via da un cornetto appena addentato. Certe notti non servono piani di fuga perfetti per evadere. Si scappa e basta.

Certe notti non esistono stelle e la terra torna a essere piatta come una mappa. Un posto dove puoi soltanto cadere al di fuori dei bordi per non guardare il mondo.

Eppure certe notti basterebbe solo un parapetto.

Certe notti i cellulari chiamano da soli. A volte numeri che non ti sogneresti mai di chiamare e che comunque non rispondono.

Certe notti, se non chiudessi gli occhi, sarebbe sempre oggi.

Certe notti neanche le gemelle di Shining si fermerebbero a bere un gin tonic con me.

Certe notti il bambino dentro si rifiuta di stare seduto sul sedile posteriore. Vuole guidare.

Se le parole fossero porte, i silenzi sarebbero serrature a doppia mandata.

Prendo un libro di Foster Wallace. La ragazza dai capelli strani. Leggo venti pagine e mi accorgo di aver sbagliato tutto. Allora indietro di 5 pagine. Sospiro. Giro pagina. Sorrido. Poi stupore. Incomprensione.

Mi comporto come se quello che tengo in mano fosse un luogo da raggiungere. Rileggo pagine. Traccio rotte.

Certe notti ho gli occhi talmente annuvolati che alla fine ci piove dentro.

E ascolto quelle parole che non ho ancora avuto il coraggio di pronunciare. Le ascolto gridare impaurite: “Ti prego. Ti scongiuro. Gianluca tiraci fuori di qui.”

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