Il confine

Un uomo può avere tante facce quante quelle di un dado. Ma solo due occhi. Soltanto due braccia e solamente due gambe. Stasera non è tardi, eppure il sonno mi assedia quasi fossi io il nemico.

Potrei anche scegliere di abbandonarmi. Potrei arrendermi. Potrei farlo. È così ricorrente il “potrei”. E invece no.

Salgo sul tetto e passeggio tenendo per mano un ricordo. Mangio un panino. Gioco con una sigaretta piegata. Guardo le cose dall’alto. Resisto a venti forti. Attraverso con la mente spazi poco profondi.

Rileggo passi di una storia che avevo già scritto. Pochi minuti e sarò ancora a casa. Ma non so di chi. E non so nemmeno il perché. Alcuni pensieri sono zone deserte. Altri un paesaggio gotico illuminato da un’insegna blu.

Se chiudo gli occhi poi rimane la notte. L’unico e vero confine che mi separa da un’altra storia. L’unica consapevole certezza che anche questo giorno in fondo è salvo.

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