Se ce l’ha fatta lui

E’ una fantasia molto diffusa il “credere di non dover morire mai”. Quella di sentirsi migliori degli altri. Quella che ci porta a criticare chi ha ottenuto un risultato. A parlarne male senza aver fatto mai nulla di eguagliabile.

Cos’è che convince l’ego a raccontarsi più belli. Più simpatici. Più capaci. Che cosa spinge delle perfette nullità a criticare la tua vita senza aver realizzato nemmeno un decimo di quello che sei stato in grado di fare tu.

Io dico. Realizza. Raggiungi. Ottieni e poi si, forse ti ascolto. E sottolineo forse.

Colpa anche di un social network di troppo. Dei likes. Dei followers. Dei friends. Di questo continuo bisogno di riconoscimento. Di questo dilagare inarrestabile dei programmi per correggersi i difetti sulle foto.

È troppo importante apparire. Poter convincere tutto e tutti di essere belli, innovativi, eclettici, intelligenti, ricercati e alla moda. Magari anche ricchi e vincenti.

Indipendentemente da quella che sia la realtà. A prescindere da ciò che ne pensano le persone che ci conoscono davvero. Quelle alle quali non si può mentire.

Un’altra illusione molto diffusa è quella di credere di poter disporre del tempo di chiunque. E il tempo è la cosa più preziosa. Non c’è denaro. Non ci sono valori che superino la quotazione del tempo. E con l’età che avanza tutto si moltiplica. Io lo so.

Per questo non riesco più a fare quello che non mi va di fare. Per questo devo pensarci bene prima di concedere il mio tempo alle persone. Ho bisogno di verificare prima che queste lo abbiano davvero meritato il mio tempo.

“Borges ha detto che ci sono solo quattro storie da raccontare: una storia d’amore tra due persone, una storia d’amore fra tre persone, la lotta per convicere e il viaggio. Tutti noi scrittori riscriviamo queste stesse storie all’infinito.”

Sono parole di Pablo Coelho e sono d’accordissimo.

Credo che vivere acquisti un valore inestimabile solo quando sei preparato ad andare via. A cambiare. Quando hai imparato a salutare. A saperti avvicinare ma anche, e soprattutto, allontanarti dalle persone. Dalle relazioni malate. Dalle amicizie illogiche,. Anche quelle più intime.

A voltarti quando capisci che il tempo è arrivato. Quando ti rendi conto che il tuo tempo non ha più lo stesso valore per coloro a cui lo hai donato.

Intanto siamo sempre più prigionieri di una spietata voglia di apparire. Un narcisismo difettato che ci sommerge in rete.

Un mondo virtuale che tende a confonderci e a confondere il valore del tempo.
Quello reale.
Quello che si trasforma in risate all’osteria. Oppure in ore a rispondere alle domande sul tuo prossimo libro. Di gran lunga una delle esperienze più belle della mia vita.

Insieme a quella di aver visto mio padre, che lotta contro un tumore, guardarmi una sera negli occhi e sussurrare: “Lo vedi? Sono forte come il personaggio del tuo libro. E se ce l’ha fatta lui, non esiste motivo perché non debba riuscirci anche io.

3 Risposte to “Se ce l’ha fatta lui”

  1. nonsolocampagna Says:

    Proprio oggi pensavo di non dover sprecare più tempo, specialmente quello donato e non valutato. Non ne ho più molto, quello che mi rimane è meno di quello che ho già consumato.

    Liked by 1 persona

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