Non sai che fartene

Ci siamo guardati così. Un sabato mattina. Per qualche veloce minuto, attraverso un quadrante illuminato. In mezzo alla gente che passeggiava lungo la spiaggia. Ma non ci siamo veramente studiati. Non era in gioco solo la sua bellezza, ma anche tutte le mie devastanti insicurezze. 

Non è poi un reato così grave desiderare ogni tanto di riavvolgere il tempo. Affidarsi a uno sguardo compiacente che attraversi lo spazio. Anche se ho passato tutta la vita a rifiutarlo il passato. Ad allontanarlo. Forse per via di quella stucchevole repulsione di fronte alle cose che non sono andate come avrei voluto. 

Cosa sono? Cosa è successo e dove si nascondono le risposte giuste? 

Una parte di me si risponderebbe immediatamente. Quella parte un po’ stupida, ma sincera. Libero io, in fondo. Liberi tutti. Tu da quella “prigione dei ricordi” e io dai miei sensi di colpa. 

Registro su memoria elettronica questo pensiero. Guardo bene dove poggiare i piedi sulla sabbia. Faccio qualche decina di metri.

Oggi sono fuori contesto. Ecco quello che manca a questa riflessione. E chissà quanto altro. Ma certamente era questa la variabile che non avevo isolato. È il contesto giusto che offre la base della libertà. Se sei fuori contesto sei fuori senso. E se non sai dove mettere i piedi, di tutto lo spazio del mondo non sai che fartene. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: