Quando certi pensieri se ne vanno, nemmeno mi accorgo di quello che portano via.
A volte le smorfie che si disegnano sul tuo viso quando ignori che ti stia osservando.
A volte l’espressione che assumi quando camminando sei costretta a fermarti per quel maledetto dolore alla schiena.
A volte il ritmo delle tue gambe che ogni tanto agiti nervosamente. O quel sopracciglio che si alza senza preavviso.
Stamattina non mi conosco affatto. Non so ancora quale sia il peggio di me e in che cosa mi stia lentamente trasformando.
Non so chi di noi due stia diventando e cosa.
Non so se sto cercando o aspettando di essere trovato.
Non so cosa siano l’amore, l’affetto, la riconoscenza e cosa sia l’abitudine.
Non mi conosco più abbastanza, ma so per certo che non mi basto.
Ho lastricato le mie scelte giuste con i frammenti di tutte le idiozie perpetrate negli anni e ne è uscito un mosaico inquietante e bellissimo.
Porto a braccetto il coraggio di rischiare. La paura di restare deluso e la consapevolezza che i sogni siano più importanti dei ricordi.
In fondo spio solo me stesso attraverso una siepe fatta di sorrisi e giornate storte.
Del resto non importa.
Non m’importa di conoscermi alla perfezione. Di accettarmi o giudicarmi. Di farlo o lasciare che a farlo siano gli altri.
Non m’importa di sapere se Bukowski avesse o meno ragione scrivendo che si può amare chiunque più di se stessi.
Non m’importa che Bono cantasse “con o senza di te” credendoci veramente.
Non m’importa che qualcuno si riveda o meno in quello che scrivo.
Non m’interessa nulla.
Io voglio solo continuare ad avere il coraggio di scriverlo.

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