Savonarola in plastica

Oggi mi sembrava giusta un’osservazione che andasse in controtendenza con il Sanvalentinismo dilagante in rete.
Questa crisi economica rischia di far emergere il peggio del nostro carattere. La rabbia, il pressappochismo, la sfiducia, il cinismo e la superficialità, stanno covando in ognuno di noi e contribuiscono a rendere ancora più “torrida” questa nostra società.
Ormai sento parlare solo per categorie e banalizzazioni; i commercianti, i disoccupati, gli statali, gli autonomi, gli imprenditori, i lavoratori dipendenti, gli italiani, gli immigrati.
I problemi non ci appartengono più in qualità di soggetti. Le colpe di tutto sono diventate collettive e sempre riconducibili a quella categoria alla quale non si appartiene.
Molte delle discussioni che sento in materia di evasione fiscale stanno diventando un “noi contro loro”. Tutti sono alla ricerca di una identità collettiva che li definisca e tuteli contro chi “li minaccia e li sta fregando”. Così si rischia il caos, ma in fondo siamo sicuri che qualcuno non voglia proprio questo?
Tutto poi è ancora più esasperato da questo nuovo stato di polizia. Avvelenato da questa insensata caccia alle streghe che non tiene conto della realtà dei fatti. Viziato da una informazione parziale e corrotta e dalle crescenti difficoltà economiche, perché più la vita risulta difficile e più ovviamente questi sentimenti si rafforzano e si moltiplicano.
Il bilancio di questo paese di Savonarola in plastica non è in rosso perchè gli italiani non pagavano le tasse, ma perchè lo stato è stato malgovernato e razziato per 40 anni da legislatori mercenari che hanno fatto solo gli interessi loro e dei poteri forti a cui erano affettivamente legati.
Bugie, servilismo, opportunismo, eccessi, corruzione, brigantismo e compromesso ci hanno lasciato questa pesante eredità.
Oggi c’è un disperato bisogno di recuperare la fiducia nelle persone. Fare in modo che gli altri si possano fidare di noi e noi di loro. E occorre fare in fretta. Prima che si diffonda per sempre la cultura del sospetto e che in un paese meraviglioso rimanga solo il rancore a farla da padrone sui nostri pensieri e sulla vita di tutti i giorni.

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