Ogni desiderio è un grido

Il futuro che può raccontarsi un bimbo è fatto di atterraggi sulla luna, imprese fantastiche e gol nella finale di champions. Il mio invece è più semplice, ma ha margini di oscillazione che si spingono ben al di la del possibile. È una curiosa inversione dei ruoli dove i bambini si perdono in un universo dalle possibilità infinite senza vedere gli ostacoli della realtà e i parametri che essa pone. Io invece mi comporto esattamente all’opposto. Sono spaventato dalle possibilità che sono fin troppe, tutte incontrollabili, imprevedibili, destabilizzanti e chissà, magari anche fatali.
E se io?
E se lei?
E se loro?
Così ogni scelta si riduce a una semplice intonazione della voce. Quel modo così soggettivo che abbiamo di pronunciare la parola “se”.
Progetto o paura.
Speranza o disincanto.
Presente o futuro.
Vero o falso.
Tutto oppure, niente.
Sai quale differenza passa tra gli adulti e i bimbini?
La diversa quantità di storie a disposizione. Quelle passate.
La cosiddetta esperienza, o la “fragilità” che canta nell’ultima canzone Mina, quella che sto sentendo ora e che a qualcuno non piace prendere nemmeno in considerazione ascoltare.
Ecco cosa li differenzia.
Noi pontifichiamo il futuro sul passato, le storie possibili su quelle già vissute, la vita da vivere sulle storie raccontate. Dovrebbe essere il contrario e invece è così. La vita si plasma sulle vicende che viviamo e poi raccontiamo. Forse per questo le storie dei bambini hanno più spazio, perché hanno ricevuto meno, perché mancano le altre storie con gli scheletri nell’armadio e tutti gli steccati invalicabili da superare.
Questa canzone stasera è un aiuto.
Mi rende più umano.
Un uomo alle prese con il proprio orgoglio, il proprio carattere, con i suoi rapporti fallimentari alle spalle, il suo immenso amore per una bimba che non vede quanto vorrebbe, il suo voler sempre aiutare tutti. Un bimbo troppo cresciuto che assiste speranzoso all’imprevedibile andamento della propria vita.
È in quel fondo che sono in passato stato in grado di toccare e dal quale sono ripartito, che posso autenticamente abbracciare la speranza anche quando si nasconde dietro alla più nera disperazione.
Precipiti tutto il possibile, ma poi a un certo punto arrivi a dartela una risposta. Se esiste un rimedio, qualunque cosa. Se c’è anche una sola possibilità che un’esistenza funzioni passo sopra al mio orgoglio, al buon senso, all’esperienza dei fallimenti. Qualunque cosa se c’è un rimedio, se la vita può essere aggiustata, rigenerata.
Stasera ogni mio desidero è un grido che invoca buon senso e ribalta anche la più assurda probabilità, mentre rimango immobile sul mio letto ad aspettare un’onda che mi riporti la luce negli occhi.

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