Un posto sicuro

Non so mai cosa sia meglio.
Confrontarsi con le preoccupazioni oppure rimanere orfani di pensieri.
Credo comunque che saperli distinguere sia più importante che non averne.
Ci sono pensieri che all’inizio non comprendi, che piantano radici profonde e che col tempo si trasformano in alberi.
Considerazioni sotto cui ti puoi sedere a leggere, ma non sai se ti ci puoi addormentare. Certezze che nessuno può abbattere, più simili a un luogo rassicurante che ad un ostacolo da superare.
Questo vorrei essere per te.
Una mano sicura da stringere.
Un uomo che parla e che ti sa ascoltare quando hai qualcosa da dire, anche quando sa che quel qualcosa potrebbe non piacergli.
E non gli importa, perché sei tu a parlare e ogni parola detta da te diventa comunque importante.
Un uomo che riesce a farti sorridere e a cui vengono ancora gli occhi lucidi quando ti vede ridere di gusto.
E’ vero. Quando ti spegni lui si spegne con te, ma poi lotta, si riaccende e fa di tutto per riportare la luce nei tuoi occhi.
Oggi ti osservo a distanza.
Comprendo le tue difficoltà e rispetto il tuo stato d’animo.
Solo non confondermi mai con un pino cresciuto in mezzo alla tangenziale. Un pensiero problematico.
Non lo sono mai stato e non lo sarò mai per te.
Sono più simile a un robusto salice piangente cresciuto sul prato all’inglese. Sono un posto sicuro sotto cui giocare.

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