Emozioni forti

Vorrei portarti nei miei sogni per farti innamorare. Ma forse non verresti.
Eppure i miei sogni non sono luoghi pericolosi.
Pensieri esigenti mi stringono il cuore mentre rileggo le mie parole.
Cerco di interpretarle, tento di riordinare le frasi per trovare l’intenzione inespressa di dire dell’altro.
Cerco esitazioni, puntini di sospensione, mi soffermo sui dettagli. Ma io di dettagli non ci ho mai capito nulla. Non so nemmeno come siano fatti.
Potrei chiudere gli occhi e sognare ancora. Sfidare il baratro e provare quel gusto sadico di rimanere ancorato a una ringhiera con una mano mentre provo a scartare una fiesta con l’altra senza farla cadere. Ingozzarmi gettando la carta nel fondo dell’abisso e poi guardarla precipitare lentamente fino a scomparire nel buio di un baratro simile alle nero delle orbite di un Dio cattivo.
Tanto nero per non vedere la via di casa. Nero per non permettere alla luce di illuminare la mia strada.
Questo accade ogni notte quando non sei con me e contro questo io lotto senza rassegnarmi mai.
Vorrei essere capace di rimanere in silenzio a guardare un tramonto.
Alzarmi una mattina, prenderti in braccio e accompagnarti ad ammirare un’alba.
Non servono una grande testa e spirito d’iniziativa, basta un cuore grande e potrei mostrarti tutto questo anche a occhi chiusi.
Pensavo di esserne capace e forse lo sono. Ma non senza di te.
La tua assenza è diventata una circostanza insopportabile. Negarlo è come ammettere di avere un buco scoperto nel cuore e credere che qualcuno possa curarti solo infilandoci un dito dentro.
Non sono mai andato al di là del necessario nella mia vita. Ma di fiori d’albero ne ho collezionati troppi e frutti nessuno.
Adoro le ciliegie e vorrei mangiarne tante. In uno dei miei sogni c’era ancora il grande albero del giardino dei nonni. Potevo arrampicarmi per metri e mangiarne a sazietà. Staccarne tantissime dai rami con le mie mani poco convinte e smaniose. Eppure in quel sogno non ne ricordo il sapore, solo la gioia che provavo nel raccoglierle e il viso di mia nonna preoccupato che potessi cadere.
Mi sembra strano sentirmi così sopra le righe. Mi sembra strano sentire ancora quegli occhi addosso. I suoi e i miei insieme che erano tanto ed erano altro.
Che pena sognare. È la pena di chi non sa rinunciare alle emozioni e decide di vivere chissà quali ricordi.
Belli o brutti non importa. L’importante è che siano emozioni forti.

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