Berlino


Fossi rimasto ancora qualche secondo seduto al tavolo credo sarei sprofondato..
Sono passate 24 ore e lo sfocato ricordo di quella storta ultima mano muta.. sfuma.. e rimane solo la consapevolezza di quel “quanto” fatto di buono..
Oggi è un intermezzo di tranquillità e l’orso è preso dal tentativo di rimettere tutto a fuoco per continuare..
Qualcosa però si perde sempre dentro le cose.. ed è già una vittoria sul mondo quella di trascinarsi fino alla prossima occasione da sfruttare..
Fuori di me qualcuno mi sta chiedendo di pareggiare il conto con la sorte..
C’è sempre una sorte avversa che, sotto le mentite spoglie di un ausiliare del traffico, arriva silenziosa e fulminea e ti si piazza sul cruscotto come una multa per divieto di sosta..
Ti accorgi subito che al tavolo non puoi più stare.. ed il tuo pensiero principe è..
“Riusciranno oggi i miei 2 assi a scoppiare la coppia del mio avversario?”
“Sempre che l’avversario abbia una coppia da giocare..”

Ieri ripercorrevo con Max alcuni passaggi importanti delle ultime eliminazioni:

EPT Budapest 2009 main event: AA vs A2
scala colore al river

World Series of Poker 2009 main event ultimo livello del day2: AA vs KK
colore in quarta con K di cuori

World Series of Poker 2009 side event prima mano: AA vs KK
Poker di K al flop ed asso beffardo al river

Partouche Poker Tour 2009: AA vs 55
full di 5 con i 6 al flop

Copenhagen EPT 2010: AA vs KJ
Colore runner runner

IPT Sanremo day3 2010: AA vs KK
Tris di K al Flop

Certo..
Da tutte queste mani sono uscito svuotato e sfinito.. ed anche ieri la prima cosa è stata correre in camera e distendermi sul letto nel tentativo di riprendere un briciolo della mia demolita personalità..
Ma non mi sento affatto sfortunato.. solo in credito con la sorte..
Tra le macerie della mia prostituita voglia di vincere ho così recuperato almeno la consapevolezza di essere un ottimo giocatore.. Ho raccolto quel sogno che nei momenti di abbondanza avevo lasciato imputridire tra i denti e ne ho fatto il pane di cui saziarmi ancora..
Cosa mi insegna tutto questo?
Niente che abbia a che fare con il gioco..
Ho la crescente consapevolezza di non essere solo e so che alla fine c’è sempre e comunque una via da prendere che porta fuori dal tunnel..
Le delusioni sono piccoli ed inservibili buchi.. giustificazioni nelle quali rifugiarsi nei giorni oscuri..
La folle ed inutile paura di non riuscire li fa apparire come comode e lussuose regge, ed intanto la voglia di riscatto se ne muore di solitudine..
No..
Così non ci sto..
Andiamo a Berlino a riprenderci quello che ci spetta di diritto..
La dignità..
“Quando so di aver giocato bene.. quando sono cosciente di aver dato a tutte le cose il giusto peso.. potrò alla fine anche non vincere.. ma non riesco a sentirmi secondo.. a nessuno..”
Parola di orso!!

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