Quando arriva la befana..

Sarei capace di passare ore a guardare le mia libreria. Incamminarmi e perdermi nella straordinaria logicità di quei titoli surreali. Un posto dove ogni testo spontaneamente si trasforma in una nuova possibilità di insolitudine.
Stamattina, tra centinaia di capitoli mai scritti, la mia mente fatica a metterne a fuoco uno. Il mio dubbio si trasforma in qualcuno dei migliaia di tentativi spesi ogni giorno alla ricerca del tempo mai avuto. Quello di cui non puoi fare a meno se davvero intendi raccontare la tua storia.

Così regredisco violentemente allo stato di bambino e provo a discutere con mia figlia ponendomi al suo stesso livello, ma ne esco travolto dialetticamente.
Di solito ce ne vuole per mettermi sotto, ma lei ci riesce con la disarmante naturalezza di un giocatore di scacchi che effettua la sua prima mossa spostando unicamente il pedone.
Abbiamo parlato e anche scrutato insieme per qualche minuto il cielo, nel vano tentativo di vedere arrivare un prototipo di befana.

“Papa’? Ma quando arriva?”
“Niki, stanotte era molto buio speriamo non sia finita contro un albero con la sua scopetta!”
“Ha dimanticato gli occhiali papa’?”
“Forse Niki. Forse.”
“Papà, ma è proprio buffa la befana? hihihihi!”

Ho sorriso. Poi attraverso il riflesso di un vetro sono rimasto alcuni secondi da solo con lo sguardo puntato verso il cielo e un’aquila ha rubato la mia attenzione. Era talmente bella da sembrare immobile nel suo spazio. Una fotografia in alta risoluzione da mozzare per qualche istante il fiato. Almeno il mio.

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