WPT Venice 2009, Luci spente al casinò

Cala il sipario su questa prima edizione del WPT in una giornata dove il poker è stato solo espediente per evitare di seguire attraverso i media l’ennesimo scudetto dell’Inter.

Il final table è segnato già dalle prime battute per i nostri colori. Fuori subito i due italiani in gara, in pochi minuti perdiamo prima Adinolfi (la cronaca su “il Poker Secondo Adinolfi” )e poi il sorprendente Michele Slama Saad. La faccenda nel breve non tarda a rimanere addirittura una questione da risolvere in casa svedese e nel giro di due ore la giostra fratricida è un faccia a faccia tra Jacobson e Astrom.

“Giostra è quando l’uno cavaliere viene contra l’altro, ove non si cerca vittoria se non dello scavallare l’uno l’altro; ed in questo è differente dal torniamento, ove si combatte a fine di morte”: così Francesco di Bartolo da Buti, nel suo Commento sopra la Divina Commedia della seconda metà del XIV secolo, da la sua definizione di giostra.

La finale di un torneo dove dopo innumerevoli scontri rimangono solo due partecipanti a contendersi il premio finale. Lo hanno fatto i due svedesi e, senza alcun sussulto, alla fine l’ha spuntata il Sig.Astrom che ha conquistato il braccialetto del campione e portato a casa un primo premio di 397.960,00 euro, oltre al ticket di 25.000 dollari di iscrizione alla finale del WPT Championship del 2010. Detto tra noi mica noccioline.

La giostra è finita. Nessun cavallo e nessun cavaliere però sono stati visti all’interno del Casinò. L’ultimo rimasto lo avevamo perso il giorno precedente e tutti sappiamo di chi stò parlando. Purtroppo non posso nascondere un debole per il Darietto nazionale.

Cosa dire di più ? L’orso chiude il suo Wpt da giocatore con un onorevole undicesimo piazzamento al side event da 1000, ottava bandierina in meno di un anno di attività.
Continuo a credere fermamente che il poker alla texana debba essere al più presto considerato uno sport, come lo è d’altronde il golf, perchè il Texas Hold’em è veicolo di comunicazione e di scambio culturale.

Uno sport che ha superato il concetto stesso di sport e che coinvolge l’intelligenza, la logica e la psicologia ancor prima di chiamare in causa la fortuna delle persone. Una passione che non ha certo bisogno di traduzioni perchè il suo è un liguaggio internazionale, consolidato da una tradizione soprannazionale e globale, che ormai viaggia parallelamente alle globalizzazioni in atto.

Finisce così questa esperienza Veneziana. Un grande saluto a tutti quelli che ci hanno seguito ed un in bocca al lupo, lanciato alla nostra maniera, per i tornei e le singolar tenzoni che ci vedranno protagonisti in futuro.

Una Risposta to “WPT Venice 2009, Luci spente al casinò”

  1. Avatar di Agata Agata Says:

    Prima di iniziare qualsiasi gioco online, devi sapere cosa offre il casinò e da quanto tempo è sul mercato.

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