#mentre tramonta il sole

Le travi in legno del soffitto non fermano i rumori. Ho sentito dei passi nel cuore della notte. Adesso sento il ronzio meccanico del frigorifero scatenato dalle cerniere di uno sportello aperto. Ho sentito cadere una scarpa. Poi l’altra.

È un mondo di persone che vivono con le scarpe ai piedi. Che ci tengono alle scarpe e alla salute. Ma è anche un mondo di persone che vuole farti le scarpe. Sorrido.

Ci sono notti in cui sbircio dalla finestra. Momenti in cui me ne resto inebetito a guardare le luce gialla dei lampioni proiettare ombre. Sui sanpietrini. Nei vicoli. Sulle cose degli altri. E intanto salto da un pensiero all’altro come con la tv accesa quando non trovi pace sui tasti del telecomando.

Le ho scritto. Non le scrivevo una lettera da un sacco di tempo e sarebbe dissacrante analizzare connotati di questa pausa. Le ho scritto, ma lo terrò per me. Per un tempo quasi forzato, non del tutto volontario. Al limite mi riconoscerò il merito di aver arredato questa mia assenza con una serata in stile bukowskiano.

Senza spiagge sabbiose dell’Havana. Senza sigari. Senza alcolici e bottiglie di Rum. Niente isolamenti coatti. Virus obesi e mascherine. Basta un elastico, tanto il risultato sarà lo stesso. Sorprendentemente soddisfacente.

Bisogna distrarsi rimanendo vigili. Aggiungere distanza ai ricordi. E allenarsi a riscoprire la qualità di certi pensieri, senza coinvolgere per forza persone che non ci tengono a far parte della tua vita. Insomma, cose così.

Da qualche anno il mio pensiero verso il mondo intorno si è fatto più attento. Il mio modo di catalogare la gente si è fatto ancora più personale. Il mio giudizio penetrante. Un tempo ero in grado di notare i dettagli. Oggi riesco anche a inquadrare i giusti contesti.

Ne sono quasi sicuro. Dico quasi perché a questo mondo, come dicono gli anziani quando li ascolti chiacchierare sulle panchine dei giardinetti, non si può avere certezza di niente. E gli anziani, si sa, hanno quasi sempre ragione.

Di cose ne sono accadute, anche in queste ore. Di eventi ne sono successi, anche in questi minuti. Per quanto mi riguarda non so se avrò voglia di parlarne, forse sì o più probabilmente no.

Dovrei farmi un’opinione ma è un processo alquanto elaborato e non so se ti va di stare qui in sala parto a sentirmi urlare mentre metto al mondo il mio punto di vista. Sono semplicemente deluso e sconcertato. Da tutti.

Allora facciamo così, facciamo che prendiamo due sedie di paglia e ci sediamo uno di fronte all’altro. Ci beviamo una birra gelata e ci raccontiamo i fatterelli, come fanno i vecchietti, quelli che hanno sempre ragione. Ci guardiamo fino alle sette di sera e parliamo dei paesi che muoiono. Poi guardiamo la luna dare il cambio alla luce. Mentre si allungano le ombre. Mentre tramonta il sole.

Una Risposta to “#mentre tramonta il sole”

  1. poetella Says:

    Ragazzo!
    Tu mi stupisci (!)…

    P.s.
    Attento. Ti riporto sotto qualcosa che non va
    ” qualche anno il mio pensiero verso le il mondo intorno si è fatto più attento”
    Rivedere, prego…

    Piace a 1 persona

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