Amen

Nei miei viaggi manca spesso il lieto fine. Magari un giorno dovrò rubarne uno. Non so ancora dove. Non so ancora come. Per ora so solo che è tornato il freddo e qualcuno un po’ peloso mi ha fregato una pantofola.

Le parole fuori posto ormai mi riconoscono e mi abbaiano sotto casa. Le porto a spasso. Fanno sempre più rumore che danni. Hanno probabilmente scoperto i miei trucchi e, a furia di annusare le cuciture, scoveranno presto dove nascondo tutti i miei sogni.

Nel frattempo gioco a tenere in bilico un calice. Le mani combaciano per un momento, divise da un amen e un tempo infinitamente piccolo. Quello che separa il presente dal passato.

Sull’equilibrio delle mie ginocchia si piega il capo dalla notte. Ma non mi annuisce. Non mi perdona. In fondo ogni demone avrebbe il diritto di guadagnarsi un posto in mezzo agli angeli tra i mille crimini del soddisfacente.

Alla fine sono quello che tiene in vita Jep. Quello che ascoltava Alice. Quello che cacciava il polpo nel bosco. Lo so, nessuno è “quello che prova”. Nessuno è “ciٍò che pensa”. Siamo soltanto “quello che facciamo”. Dettagli che alla fine portano comunque via il tempo.

Credo che l’errore più grande che può commettere un uomo alla soglia dei 50 è sicuramente il “dimenticarsi dell’esistenza di un dopo”.

2 Risposte to “Amen”

  1. poetella Says:

    “L’errore che più grande che può fare un uomo”… refusino…

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: