#amartofobia

Se solo le persone si accorgessero delle stelle che hanno dentro forse reagirebbero ad una vita piena di automatismi rischiando di più per i propri sogni.

Si chiama “amartofobia” ed è la paura di sbagliare.

Stamattina frugo tra i cassetti e mi accorgo di non avere un piano per modificare il mondo. Forse perchè l’unica cosa che sono stato in grado di cambiare è stata la mia vita e non mi sono mai preoccupato del resto.

Questa rivelazione mi solleva da tutte le responsabilità, tranne quella di scoprire le definizioni nascoste tra le più piccole pieghe di questa esistenza, come quei raggi di un sole curioso che ogni tanto mi accarezzano il volto.

Come il bruciore per i tanti minuscoli graffi che la vita mi ha lasciato. Vivere in base al desiderio profondo è l’unica vita che ritengo degna di chiamarsi tale e solo chi non ha mai ceduto alla paura di sbagliare può capirmi.

Chi invece tiene chiuso il coraggio sottovuoto può anche accontentarsi di sopravvivere leggendo l’oroscopo del giorno.

Chi è migliore di chi?

Chi è più forte di chi?

Ed essere migliore vuol dire essere anche più forte?

Migliore lo scrittore del poeta, o il filosofo del giornalista?

Più forte l’uomo imprenditore o il giocatore di poker?

Io non credo che esista il migliore e per quel che vale, non credo che esista nemmeno il più forte.

Esiste il coraggio di agire e il momento giusto per farlo.

Tutto il resto è solo l’immaginazione di qualcosa che sta nel mezzo.

L’aerofagia mentale e l’abusivismo di sogni non sono reato in questa dimensione. Sto qui. Ma dovrei essere altrove nell’emisfero opposto. Sospeso con la mente tra le pagine bianche di una storia ancora tutta da scrivere.

Adoro la montagna, il mare, le mie città, ma sarei pronto a barattare ogni colore del giorno per le mille luci notturne di Las Vegas.

È un mercoledì qualsiasi, l’ultimo di ottobre. Ma fatemi pensare che sia già quel martedì pomeriggio. Fatemi immaginare il Wynn e il sole che cala riflesso sui cristalli dorati delle sue finestre. Fatemi immaginare di rivivere le emozioni delle world series di poker.

Le sconfinate sale del pavillion che si aprono mentre ogni pensiero si trasforma in un nodo alla gola. Uno di quelli che più tenti di sciogliere e più ti si stringe addosso.

Occhiali bianchi, lente scura, camicia griffata e una tazza di caffè nero nella mano destra. Ecco, quello sarà il mio martedì. La mia onda perfetta. Sarò lì, circondato dai più forti del mondo e in testa un solo pensiero. “Lasciatemi passare! Toglietevi di mezzo o vedremo cosa succede quando a una forza impossibile da fermare si oppone un ostacolo impossibile da spostare.”

Reazioni a catena nella testa mi spingono ora nella tana di un bianconiglio a stelle e strisce. Galleggio tra espropriazioni governative di pensieri, tavoli finali apparecchiati e un conto sempre aperto con il mio destino. Sul fondo solo razioni di desiderio in scatolette di alluminio mono porzione e sogni talmente affilati che solo al pensiero ti ferisci le dita.

Si è mosso il desiderio. In questo mio sogno aerei e orari non potevano essere coinvolti. E’ solo una scintilla, quella che annuncia il grande fuoco.

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