È come avere una vita in più

A volte trovavo un ragno accomodato sul parabrezza della mia macchina. Lo sentivo come una presenza amica. Qualcuno che mi avrebbe presto liberato della prossima zanzara tigre. Per questo, ogni volta che accade, lascio che bivacchi mentre guido.

Stamattina parcheggio malissimo ed entro alla Feltrinelli di Largo Argentina. Glisso le ultime uscite. Vado diretto agli scaffali della narrativa. Comincio a scorrere i testi. Li trovo insipidi. Inizialmente non afferro neanche un libro.

Poi comincio a studiare copertine a caso. Intanto sbircio le commesse carine. Ascolto chiacchiere. Osservo i titoli dei libri in mano agli altri. Poi comincio ad ammucchiare nell’altra mano tanti libri che vorrei leggere, accudire, coccolare, a cui vorrei ridare vita.

Leggo trame. Mi interrogo sulla natura dell’ordine alfabetico. Poi sull’opportunità di un ordine cosmico. Nella mia libreria ideale, i testi sarebbero tutti in ordine di interesse crescente. Ovviamente parlo del mio interesse.

Così potrei un giorno entrare in Feltrinelli. Prendere un libro e sbuffare esclamando a mezza bocca:”eccolo”. Poi vederne un altro: “eccolo”. E così via fino al momento di andare via, avendo detto un mucchio di volte “eccolo”.

Le cassiere di Feltrinelli mi hanno sempre messo addosso una sorta di agitazione. Quasi un’ansia da prestazione. Stamattina le immagino che se ne stanno lì a giudicare spietatamente in base agli acquisti fatti. “Ecco un altro sfigato che legge Zafon e vuole fare lo scrittore”.

Rimetto sullo scaffale un testo di Carofiglio che non ho ancora letto e che avevo pensato di prendere, ma che ho poi deciso di mollare. Ora immagino di avere un debito nei suoi confronti. Di Carofiglio intendo.

Intanto dalla porta entra un ragazzotto di 14 anni insieme a quello che potrebbe essere il padre. Il ragazzo gli sta spiegando che :”lo sai che se accumuli punti sulla carta feltrinelli, è come assicurarsi una vita in più?”

Mi guardo intorno, cercando di incrociare lo sguardo di qualcun altro che abbia sentito. C’è solo un signore attempato e calvo. Indossa giacca e camicia chiari, un paio di occhiali scuri, spessi e squadrati.

Lo guardo dritto nella direzione delle lenti.

Lui mi sembra osservi di riflesso. Ma non ha capito niente. “Deve essere un altro sfigato che legge Zafon e vuole fare lo scrittore”. Penso, sorridendo di gusto.

“È come avere una vita in più”, diceva il ragazzo.

Sorrido ancora. Ecco, sì, più o meno. O forse no.

3 Risposte to “È come avere una vita in più”

  1. alemarcotti Says:

    Effettivamente accumulare punti Feltrinelli è come avere una vita in più…. 😁😂

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  2. gasaifornelli Says:

    “avere una vita in più” è un concetto interessante! è un po’ come nei videogiochi! 🙂

    Mi piace

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